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La storia di Compoundly

Perché esiste, e come ci sono arrivato.

Sono un ragazzo appassionato di informatica: quel tipo di passione che ti porta ad automatizzare le cose anche quando "a mano" ci vorrebbe meno tempo, solo perché ti piace capire come farle funzionare da sole.

Qualche anno fa ho iniziato a investire i primi guadagni del lavoro. È stato lì che è nato il problema che ha dato origine a Compoundly: volevo sapere, in ogni momento, come stava andando davvero il mio patrimonio: non solo quanto valeva oggi, ma il rendimento vero, dividendi e cedole incassate comprese, guadagni da vendite passate compresi, esattamente come lo calcolerebbe un piccolo fondo d'investimento. Ho cercato uno strumento che facesse esattamente questo. Non l'ho trovato, o meglio non gratuitamente, e quasi sempre con qualche compromesso che non ero disposto ad accettare.

Così ho iniziato a costruirmelo da solo, un pezzo alla volta. Quello che segue è, più o meno, come ci sono arrivato.

1
Il problema

Un foglio Excel e un errore di battitura

I primi risparmi investiti, e nessuno strumento che mi convincesse davvero: o mancava qualcosa, o non era gratuito. Ho iniziato con un foglio Excel aggiornato a mano, finché un errore di battitura in una formula non mi ha fatto perdere un pomeriggio a capire perché i numeri non tornavano.

2
Il primo script

Uno script Java, una volta a settimana

Da lì uno script Java che ogni settimana leggeva le mie transazioni, scaricava i prezzi aggiornati e ricalcolava le performance direttamente nel foglio. Rozzo, ma funzionava, e soprattutto non sbagliava più i conti al posto mio.

3
Il bot Telegram

Le performance arrivano da sole

Il passo naturale successivo: un bot Telegram collegato allo stesso script, che ogni settimana mi mandava un riepilogo del portafoglio senza dover aprire nessun foglio. La parte che mi piaceva di più era proprio questa: aprire Telegram e trovare i numeri già pronti.

4
Oggi

Compoundly

Con calma, nei ritagli di tempo, quello script è diventato una pipeline vera, poi un'app web, poi Compoundly: lo strumento che avrei voluto trovare già fatto quando ho iniziato a investire. L'ho costruito per me, e ho pensato che potesse essere utile anche a chi si trova nella stessa situazione in cui mi trovavo io.

Compoundly resta, prima di tutto, lo strumento che uso io stesso ogni giorno per il mio portafoglio: ogni funzionalità nasce da un bisogno reale, non da un elenco di specifiche astratte. Se hai un'idea, una domanda, o hai trovato qualcosa che non funziona come dovrebbe, trovi i contatti nella pagina Suggerimenti e nelle FAQ.